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sabato 26 giugno 2010

Mi piace la forza con cui gli anonimi difendono il calcio, questo perchè condivido spassionatamente l'interpretazione che danno, diamo del calcio e dello sport tutto.
Nell'introduzione all'appello l'intenzione non era, ribadisco, "umiliare" lo sport ed il suo significato ma criticare un business, mi spiego...
L'Africa che conosco io mi ha insegnato che ha voglia  di cambiare, ma per cambiare ha bisogno di autonomia, fiducia e rispetto, ha bisogno di autorganizzarsi e di essere lasciata libera, se non appoggiata, incentivata nel pensare e praticare il SUO cambiamento, un cambiamento che dal basso deve invadere le lobbies quasi sempre corrotte che invadono "i piani alti" di quei sistemi. Ora, che sia lo sport o qualsiasi altro strumento è questa la direzione in cui credo debbano andare gli "aiuti", le "risposte".
Allora perchè il movimento ABAHALAI deve subire quella sorte?
Perchè si utilizzano risorse astronomiche e spazi preziosi per costruzioni abnormi ed inutili?
Chi sceglie come sceglie? Cosa guarda? Come guarda?
Perchè la repressione di ogni genere invece che l'ascolto e la partecipazione?
Non riesco a pensare che questo sia il giusto prezzo da pagare perchè così qualche milione di persone scopra finalmente che in Africa le cose non vanno bene ne, mi dispiace, che il business multimilionario dei mondiali centri ancora molto con lo sport che unisce, che crea spirito di cambiamento.
C'è chi parlava di cambiamento etico e sociale, io ci credo, ma non credo che sia la FIFA ne tanto meno i suoi riflettori, le sue campagne pubblicitarie "giuste", a poter innescare questo processo, quantomeno se nello stesso tempo non si dia spazio alla gente di organizzarsi liberamente per cambiare le cose, così non sta succedendo in Sud-Africa e perdonatemi ma a me ritorna in mente uno splendido, enorme castello di carta.
Raccontatemi, anonimi, quando il mondo è cambiato così, come questi "buoni" propositi hanno fatto svoltare le cose, magari davanti un caffè in redazione, magari ci esce fuori qualche buona idea per cambiare il mondo.                                         
ALICE

martedì 15 giugno 2010

PER NON GUASTARE LA FESTA


Sud Africa, lunedì 14 giugno 2010, eccoli i campioni del mondo, mi piace immaginarli lì che si concentrano, si preparano a disputare il loro primo match, mi sembra quasi di essere lì con loro, le loro maglie azzurre, nuove e atte a testimoniar la gloria, una serata importante, bagnata dalla pioggia e da una temperatura anomala per l’immaginario sul continente nero (9, 10 gradi).
Il paese tutto palpita, tutti sono pronti, tutti sono invasi, pervasi dall’attesa del fischio di inizio.
Gli italiani ed il calcio…che bella storia d’amore, mi fanno venir in mente la farina con il lievito, lui è lì che la droga e lei si gonfia, gonfia, gonfia…
I mondiali poi, sono l’apoteosi del godimento, tutti, ma proprio tutti, anche chi di questo sport non se ne frega un bel niente, saranno lì stasera alle 21, davanti uno dei milioni di schermi che nelle case e per le strade del bel paese racconteranno la stessa identica storia nello stesso momento, e si...è proprio vero...il calcio è uno sport che unisce, e poi se a giocare è l’Italia, be allora siamo a posto, il paese è un crogiuolo di sentimenti di fratellanza che pare riempiano anima e mente di tutti e tutte.
Poi i mondiali, ho scoperto di recente , sono un momento di fratellanza mondiale, che dico, cosmica, anzi interplanetaria, tutti ci vogliamo bene, tutti siamo amici, lo dice anche Schiachira, cosa vogliamo di più?
Lo stadio di Cape Town di notte sembra un castello di cristallo luminoso,  ma è tutto il Sudafrica che risplende, c’è festa, allegria, ci son turisti e tanti soldi che girano...e poi dicono che il calcio fa male, a me quest’Africa, all’ombra della “sfera sacra”, sembra quasi un bel posto da vivere, quasi.
Quasi perché c’è il solito guastafeste che non si fa mai i fatti suoi, che sta lì a sgamare le magagne ed infrangere i sogni di divertimento e bontà che riempiono i nostri occhi da spettatori innamorati, eccolo con la sua sciarpa a colori e la sua saggia impertinenza a raccontarci che ancora una volta la "montagna d’oro" è poggiata su di un mare di merda, ben nascosto agli occhi ma non abbastanza da non farne sentire la puzza.
Questa volta Alex Zanotelli mi racconta, ci racconta delle baraccopoli sudafricane, della povertà e della speranza, del movimento sudafricano "Abahlali" con cui chi vive in questi posti si batte per i suoi diritti, partecipa con coraggio ed intelligenza alla speranza di un cambiamento sociale, civile, umano. Ascolto storie di repressione, ingiustizia, violenza inaudita.
Ma soprattutto ci racconta di un presidente, l’ennesimo, che ama nascondere perché va bene che ci sia la povertà, ma le brutte figure “interplanetarie” è meglio evitarle.
Provate ad immaginarlo, Jacob Zuma, in compagnia di chissà quale delegazione internazionale passare per le strade di Durban, Johannesburg o Città del Capo tirale a lucido, ghettizzando gli abitanti delle baraccopoli in campi profughi fuori dai coglioni ed impedendo ai commercianti di abitare le loro strade con i loro banchi, cosa provate?
Mi domando quanto, questa volta, arriverà lontano la voce dell’indignazione, quanti conosceranno e parteciperanno alla campagna “Mondiali al Contrario” e firmeranno l’APPELLO da inviare entro il 20 giugno all’ambasciatrice sudafricana in Italia.
Mi domando se tutto questo servirà a qualcosa ma poi, finalmente, smetto di domandare ed inizio a partecipare…

http://www.carta.org/campagne/migranti/clandestino/19618
http://clandestino.carta.org/category/mondiali/

domenica 4 aprile 2010

DISSE IL VERME ALLA NOCE DAMMI TEMPO E TI BUCO



Sapete cosa mi pesa di più in questo periodo?
Non tanto la sitazione sociale, umana in cui sono costretto avivere ma i discorsi da "birra al pub" che mi tocca sentire, del tipo.....
-Nel mondo c'è un sacco di merda!- Questo è vero!
-Nel mondo c'è un sacco di violenza!- Vero anche questo!
-Ci sono i cattivi e sono tanti!- Verissimo!
-La puzza di marcio è tanta ed un pò ci nausea!- Come dire di no?
Ma cavolo, è possibile che sia tutto così e basta?
E' possibile che non ci sia chi dopo il pub si fa una bella dormita e poi la mattina seguente alza il suo culo e cerca di cambiare le cose?
Io credo di sì, anzi so che non tutti restano nel "tunnel" della routin quotidiana con la mano sul naso durante il giorno e la birra "incazzata" la sera.
Certo, i polemici potranno dire che è tutto inutile, che tutto resta fine a se stesso, che bisogna trovare la "verità", la soluzione "perfetta", altrimenti si spreca energia, ma io non ci credo!
Io credo che bisogna ascoltare la propria rabbia e trasformarla in energia per creare il cambiamento, tenarci al meno e poi chissà che qualcosa cambia davvero.
So di non essere solo, lo so perchè ho cercato e ho trovato tanto...cosa?
Oggi vi racconto della banca del tempo, si, la parola banca fa storcere il naso anche a me ma, ad ascoltar la storia, il fatto pare interessante.
Nel 1988 proprio qui, proprio in Emilia-Romagna, qualcuno, non so chi, si è inventato che per rispondere ad una "società dell'individuo", ad un mondo in cui ci sono città piene di persone ma dove ogniuno si fa i fatti suoi, dove i soldi sono più amici delle persone, bè proprio in un mondo così si poteva inventare un'iniziativa in cui "si sta vicini", in cui ci sia aiuta non per pietà ma per il valore della condivisione e della convivenza.
La banca de Tempo dice: tu hai una competenza, e tante necessità, poi hai un lavoro ma questo non sempre è sufficiente a farti risolvere ogni bisogno, ed allora? Speri nella beneficenza di qualcuno? Ti cerci  un secondo lavoro così forse apparentemente risolvi le cose ma poi smetti di vivere? No no, allora ti apri "un conto" nella Banca del Tempo e ci metti delle ORE in cui offri la tua competenza e poi comunichi le tue necessità. Così ogni ora che darai diventerà un tuo CREDITO che ti verrà restituito da un altro "correntista" dotato della capacità di soddisfare le tue necessità, tutte le competenze anno lo stesso valore-tempo perchè si spera che se, per esempio, fai il professore lo fai perchè ci credi e non perchè "vale" di più dello spazzino o dell'idraulico.
Ora, la storia può sembrar complessa ma in realtà a farla è semplice e funzionale, funziona perchè invita la gente ad aiutarsi giorno per giorno, funziona perchè è una sorta di economia senza soldi che personalizza gli scambi e riempie la vita delle persone di altre persone, fa stare insieme, quasi come se addirittura si potesse condividere il bisogno e da lì imparare a condividere anche il bello.
Se sul web cercherete la voce Banca del Tempo troverete tanto e tutto sarà più chiaro di me, qui da noi, a Bologna, ci sono addirittura reti di banche del tempo che si intrecciano con reti di Gruppi d'Acquisto Solidale che fanno poi altre cose, insomma un casino di roba e sono forti e visto che, cavolo, le istituzioni, i comuni a quanto pare si stanno impossessando della prerogativa di usare questo strumento snaturandolo a mio parere, bisogna far qualcosa.
Io credo nei piccoli passi che sanno crearne di grandi, che sanno cambiare in profondità il sapore di vivere la quotidianetà, la città, i quartieri, lo stare insieme. Quindi ho un'idea, bastano una decina di persone e buona volontà per mettere su una BdT ed essendo uno strumento di solidarietà, di reciprocità libera e creativa più ce ne sono meglio è, che ne dite? Ci proviamo?
Buonanotte gente.

http://www.tempomat.it/index.asp
http://isole.ecn.org/xm24/article/350/momo-banca-del-tempo
http://www.bandieragialla.it/node/3031

martedì 9 marzo 2010

PROVA A DISOBBEDIRE

Oggi nevica qui a Bologna, la neve quando decide di venire giù è un bel casino per questa città, un po’ come per tutte, ci sono le strade scivolose, le macchine strette nel traffico, gli autobus che non passano, il termometro che va giù, la gente che cammina piano…si, insomma, la neve ci rallenta ed io credo che sia proprio questo il suo più grande pregio, al di à del bianco che ammorbidisce i tetti delle case ed i camini che fumano come nei film, la neve ci costringe a fermarci, a guardarla come ipnotizzati mentre viene giù, lenta, morbida, come se avesse sconfitto il tempo semplicemente non curandosene.
Io credo che ci regali un momento di libertà, libertà dalle nostre giornate piene, dalla corsa contro le 24 ore che non bastano mai, dal lavoro che “nobilita”, da tutto. Per poco, anche solo per pochi minuti o, che dico , secondi, noi siamo un po’ più liberi, come se ritornassimo nel “ventre” della terra, lì i suoi bisogni sono i nostri, la vita è armonia con tutto e tutti ed il tempo di fare o non fare è quello del sole e delle stagioni. Poi succede che dopo pochi attimi la nostra testa invade questa silenziosa sensazione con un mucchio di storie, la giacca che si bagna, il lavoro per cui siamo in ritardo, l’auto dal meccanico e chi più ne ha più ne metta, così ripartiamo e tutto ritorna “normale”. Senza troppe domande ritorniamo a “fare”, incazzati con questa cavolo di neve che doveva esserci proprio oggi, ma chi le ha dato il permesso?
Ora, proviamo a disobbedire, a non tornare “normali”,  ricerchiamo quella sensazione silenziosa dentro di noi, andiamo a ripescarla, anche ritornando bambini se è da così tanto che non guardiamo la neve, ascoltiamola, lasciamola libera di invadere i tanti pensieri “importanti” che affollano la mente..ed appena ne siamo pieni, allora iniziamo ad immaginare! Immaginiamo la nostra vita, il nostro mondo a partire da questa sensazione, dalla libertà che si fa armonia con la vita in ogni sua forma, dal tempo che cede il passo al sogno, insomma da noi.
Ecco, ora siamo pronti per guardare questo video, non so se è così che si cambia il mondo, ma chi può saperlo?
Io credo che nella rierca della "ricetta" per un mondo libero questo sia un tentativo che vale la pena di vivere...


sabato 6 febbraio 2010

L'ISOLA CHE FORSE C'E'


 Mi capitano giornate in cui, per una poco chiara sovrapposizione di condizioni emotive sensibili, io non riesca ad essere abbastanza duro…resistente…inattaccabile da questo mondo incasinato..
In questi casi le mie giornate non sono messe in crisi per quanto riguarda il susseguirsi di impegni, relazioni, funzioni e quant’altro, insomma per tutti io sono sempre lo stesso tranne che per me.
La percezione di ciò che mi circonda è in qualche modo alterata, mi sento più sensibile a tutto, tutto mi entra dentro e non posso fare a meno di ascoltare…è stressante non riuscire a difendersi emotivamente dalla società in cui viviamo con i sui carnefici e le sue vittime, la sua rabbia e le sue speranze disilluse.
In giornate così torno a case e, colmo del senso di responsabilità per tutto questo, naufrago nei miei pensieri e come un pittore in vena di sogni dipingo il mio mondo ideale, i miei sogni che prendono forme e colori, ci sono alberi e tanto verde..c’è gente che sorride insieme, che collabora, che inventa per star bene, tutti, nessuno escluso..c’è il rispetto per la vita in ogni sua forma, la cura delle nostre cose come dei nostri pensieri e delle nostre emozioni…
Nel mio mondo immaginario c’è addirittura il tempo per fermarsi ad ascoltare in profondità tutto ciò che si vive, per superare la sofferenza e godere della serenità…
Io credo che tutti siamo un po’ “pittori” ma ci sono quelli per i quali i loro quadri stanno bene sui cavalletti e che la vita sia un’altra cosa è un dato inopinabile, e quelli che invece nei loro quadri ci vogliono entrare ed allora, dopo innumerevoli tentativi falliti di infilarsi nella cornice decidono di far uscire i loro sogni da lì e di renderli vita vera…(non so voi ma io vado con loro)…

Un bel giorno ho scoperto che qualcuno, senza perder tempo, il suo mondo l’ha tirato fuori dalla fantasia come tutto d’un fiato con quel coraggio e quella forza che accomunano folli e sognatori senza scrupoli…
Oggi ho voglia di raccontarvi di questi folli sognatori,
vorrei con voi scoprirli, apprezzarli, criticarli ma soprattutto rispettarli per il coraggio che hanno avuto ed hanno nell’osare dar vita alle loro aspirazioni più profonde…
                                                                                                                                     il Cantastorie  

Primo contributo dalle loro parole:
                                                                 
 La Libera Repubblica di Alcatraz
Il 12 aprile 2008 scrivevamo: se rivince Berlusconi la Libera Universita' di Alcatraz dichiara la secessione dall’Italia!
Berlusconi, indiscutibilmente ha vinto e noi ci apprestiamo a tener fede agli impegni. In questi mesi abbiamo lavorato in silenzio e abbiamo battuto moneta, IL TALENTO, abbiamo stampato bandiere e passaporti, francobolli e autoadesivi e il 25 luglio 2009 proclameremo la seccessione dall’Italia. Ciao ciao! Ce ne andiamo!
Li lasciamo con i loro scandaletti, le ballerine ucraine vestite da Babbo Natale per trastullare il Premier, l’evasione fiscale, i maleducati, quelli che saltano le code, che superano gli ingorghi usando la corsia d’emergenza, vivono di piccole furbate, mazzette, mancanza d’amore, sindrome dell’avarizia piccina eccetera. Segnatevi questa data: 25 luglio 2009, sara' la nostra festa dell’Indipendenza.


LA LIBERA REPUBBLICA DI ALCATRAZ (COME SARA’? DI’ LA TUA!)

Elementi per la CARTA COSTITUZIONALE di una LIBERA REPUBBLICA SIMPATICA.

1 - La Libera Repubblica di Alcatraz e' una nazione fondata sulla poesia. Essa nasce dal rifiuto della banalita', dalla ricerca e il desiderio di fantasia e generosita' e nel diritto alla felicita'.
2 - La Libera Repubblica di Alcatraz promuove la crescita spirituale dei suoi cittadini. Riconosce il valore mistico e terapeutico del comico, del gioco, della convivialita', del bello e del rispetto della parola data.
3 - La Libera Repubblica di Alcatraz e' un atto d’amore universale, una ribellione dello spirito, un sogno, un gioco, una realta' energetica ed empatia capace di agire sulla storia del mondo come un lievito emozionale positivo. Libera Repubblica di Alcatraz e' un’immodesta scalata al cielo degli archetipi del potere.
4 - La Libera Repubblica di Alcatraz e' una nazione laica e spirituale.
Intrattiene legami genetici con il culto gioioso della Dea Madre e con qualunque altro culto che esalti l’amore, la fratellanza, il ridere come fulcro dell’esperienza di vivere. Aborrisce invece quelle fedi che esaltano la mortificazione del corpo, il dolore, la guerra, la benedizione delle armi, il perdono per gli sfruttatori di bambini, la censura delle idee, la vendetta come struttura mentale.

5 - Ogni cittadino e' simbolo della nazione e ha quindi la resposabilita' di perseguirne gli scopi. Tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge ma profondamente diversi. La Libera Repubblica di Alcatraz promuove la diversita' in tutte le sue forme e adora il valore individuale, il senso dell’onore, la generosita', il sentimento pacifico, la gentilezza e l’amore.
Tutti i cittadini hanno diritto di voto di parola, di gioco e di rispetto.
Tutti i cittadini sono tali se partecipano attivamente alla costruzione della Libera Repubblica, nei loro cuori e nelle loro azioni.

6 - Ogni cittadino e' un dipartimento dello stato e ne ha le funzioni e le prerogative. Puo' quindi proporre leggi, iniziative e festeggiamenti a patto che sia poi disposto e capace di concretizzarli (anche trovando chi voglia concretizzarli con lui).
Ogni cittadino e' quindi un distaccamento dell’Esercito Disarmato della Libera Repubblica, dipartimento dell’educazione, sede di giustizia, unita' di soccorso mobile, partito politico, nucleo dell’apparato burocratico.
I cittadini prendono a maggioranza tutte le decisioni che ritengono di voler prendere, tramite una votazione elettronica.

7 - I CITTADINI godono del diritto di protezione. La Repubblica si prende cura dei suoi cittadini. La Repubblica crea fin da subito un FONDO INALIENABILE DI SOLIDARIETA’ con il quale sosterra' la difesa dei propri cittadini corrispondente al 10% DELLE ENTRATE ERARIALI. IL RESTO DELLE ENTRATE DELLA REPUBBLICA VIENE COMUNQUE DEVOLUTO AL BENESSERE DEI CITTADINI attraverso il finanziamento di imprese solidali, ricerca scientifica e tecnologica, iniziative internazionali volte al miglioramento della vita su questo pianeta (ad esempio chiederemo di partecipare al prossimo G14 che grazie alla nostra presenza sara' un G15).

8- Ogni cittadino difende i suoi connazionali

9 - La Repubblica ha a cuore anche la vita dopo la morte dei propri cittadini.  Il riposo eterno sia confacente a una vita passata alla ricerca della felicita'. Ogni cittadino ha quindi il diritto di seppellire le proprie ceneri all’interno dei maestosi boschi della Repubblica. Questa opportunita' sara' gratuita (ovviamente restano a carico dei cittadini l’individuazione del luogo, il funerale e l’inumazione).

10 - La Libera Repubblica di Alcatraz ha un suo centro geografico ma e' anche dovunque ci sia un cittadino. Quindi e' provvista di enclavi entro i confini di altre nazioni. Isole territoriali autonome, sub localita' poetiche. All’atto della presa di cittadinanza il nuovo membro della Repubblica decide se intende asservire un luogo geografico di sua esclusiva proprieta' all’interno dei confini sacri della nazione. In questo caso dovra' issare la BANDIERA NAZIONALE in modo che possa garrire spavalda ai venti.
11 - Ogni cittadino puo' sostenere la Repubblica con le opere e con il pagamento di una tassa annuale di euro 100 che dara' alla Repubblica i mezzi economici per sostenere la sua missione nel consesso delle altre nazioni del pianeta: PORRE FINE A TUTTE LE GUERRE, ALLA POVERTA’ MATERIALE E INTELLETTUALE, ALLA DENIGRAZIONE DELL’AMORE.  La Libera Repubblica di Alcatraz perseguira' questi obiettivi attraverso pratiche pacifiche e stupefacenti via via concordate con i cittadini attraverso liberi sondaggi.
Qualora un cittadino intendesse proporre un evento, una campagna promozionale, una qualsiasi  iniziativa che richiedesse  un investimento economico la richiesta sara' vagliata dagli altri cittadini e messa ai voti nonche' eventualmente finanziata da una sottoscrizione  specifica.

12  - I cittadini che vorranno potranno riconoscere il valore economico della moneta nazionale e usarla per i loro scambi al posto di altre valute. Ugualmente i francobolli della Libera Repubblica di Alcatraz potranno essere utilizzati per spedire messaggi cartacei all’interno della Libera Repubblica di Alcatraz e nelle enclavi che si attrezzeranno con un Ufficio Postale Poetico.
13 - All'interno dei territori della Repubblica sono legalizzati tutti i matrimoni, anche interspecie.
14 - Nella Libera Repubblica di Alcatraz la sfiga e' un reato punibile con massaggi in acqua calda e sedute di comicoterapia.
Avevo scritto:
Fondiamo la Libera Repubblica di Alcatraz. Scaviamo un fossato, battiamo moneta, stampiamo francobolli, distribuiamo passaporti. Grazie al sole abbiamo l'indipendenza energetica, grazie a internet disponiamo di terribili canali di controinformazione, abbiamo acqua e cibo a sufficienza e abbiamo il nostro cimitero, la nostra bandiera. I veterani delle guerre indiane metropolitane del '77, i veterani delle Brigate Macondo e i claun sciamani difenderanno i nostri confini.
Fra poco avremo anche le auto elettriche e un pulmino a batterie assicurera' i trasporti pubblici del nostro stato indipendente. E visto che fra breve avremo anche uno spaventoso surplus energetico grazie ai mulini a vento, l'Italia non potra' scocciare piu'; di tanto perche' la nostra corrente elettrica sara' per lei vitale.
Abbiamo in mano la leva energetica!
Qualcuno potra' dire che al massimo arriveremo a produrre 200 kwh che non e' un gran che. Ma la differenza tra il black-out e il NON black-out e' di un solo kilowatt. Ecco, noi produciamo quello.
E siccome oggi come oggi nessuno Stato e' tale se non e' in grado di difendersi con le armi, i laboratori segreti di Alcatraz hanno gia' iniziato la progettazione di una batteria di baliste e catapulte, oltre a un grande specchio di Archimede che incenerira' qualunque forza militare straniera vorra' solcare i nostri cieli senza autorizzazione.
Inoltre abbiamo acquistato una partita di 200 cerbottane a due colpi realizzate da valenti armaioli piemontesi con ottime canne da lampadario.

Chiunque volesse appoggiare il progetto della Libera Repubblica di Alcatraz puo' contribuire nei seguenti modi:
1. Realizzare l'Inno Nazionale.
2. Trovare una tipografia in grado di realizzare banconote e francobolli con filigrana.
3. Progettare il Passaporto Digitale di Alcatraz che e' dotato di una memoria di dati, un sistema di identificazione, un rilevatore di posizione passivo, una torcia elettrica e una lente di ingrandimento. E' altresi' dotato di pinzetta per togliere le spine che si piantano nella pelle (come sopravvivere senza?).
4. Realizzare la costituzione e le leggi, che verranno approvate dall'assemblea web della Nazione Nascente dopo apposito dibattito.
5. Scrivere una lista di tutto cio'; che ci serve per fare una nazione e che qualcuno potrebbe poi realizzare (solo chiacchiere).
6. Scrivere fiabe e leggende mitologiche della nazione.
7. Realizzare il museo virtuale di Alcatraz.

Per concludere vorrei osservare che avere una nazione e' meglio.
Soprattutto se si tratta di una nazione amorevole che cerca di proteggere con tutte le sue forze i propri componenti.

Riconciliati con la vita!
Taglia anche tu i ponti con l'Italia.
Non ne vale la pena.

Ora che sono arrivato a scrivere fino a qui mi sono reso conto che in fondo forse varrebbe la pena di dichiarare l'indipendenza dall'Italia anche se, puta caso, l'Essere non vincesse. (Jacopo Fo).

Tutto ciò che avete letto è frutto della fantasia ma ha invaso spudoratamente la realtà, vi consiglio di darci un’occhiata (www.jacopofo.com/libera-repubblica-alcatraz-costituzione), voi dite la vostra ed io dico la mia…

lunedì 18 gennaio 2010

Il Cantastorie


 

La rubrica Il Cantastorie ha la pretesa di raccontare favole non favole, utopie concrete, sogni tangibili.
Esploreremo il mondo di quelli che non ci stanno a vivere in una società messa così, quelli che non riescono a guardare altrove di fronte a soprusi e violenze d’ogni genere e scelgono di rispondere, con il coraggio di un folle, la concretezza di un falegname, l’attenzione di uno scienziato e il sogno d’un poeta.
Parleremo di nuove strade, strade alternative a questo stato di cose, strade diverse nelle fattezze ma unite dall’assoluta certezza che alla violenza si risponde con la non violenza attiva, all’egoismo con la solidarietà, al subire passivamente con il coraggio di immaginare ed osare ciò che si è immaginato.

Il Cantastorie sceglierà un racconto per ogni mese, trenta giorni in cui approfondire, incuriosire e conversare.
..Che la critica sia costruttiva, il consiglio spudorato e la comunicazione disinibita…

Ogni viaggio degno di questo nome necessita di una buona colazione che doni vigore e voglia di inizare,
il Cantastorie ha scelto.....

venerdì 18 dicembre 2009

Rubriche

DIARI ESTERI
Con i Diari esteri vorrei limitarmi a raccontare storie di vita quotidiana da una prospettiva diversa. Dalla prospettiva di chi si sente straniero perché sradicato dal suo usuale modo di relazionarsi, dalle sue abitudini, dalla sua consuetudine vitale. Dalla prospettiva di chi effettivamente straniero è. Perché è lontano, magari non troppo, e comunque distante dalla sua città, dalla sua famiglia, dai suoi amici e dai suoi affetti. Dalla sua casa e dalla sua lingua.

GREEN ATTITUDE (?)
Cos'è l'ambiente? Perché "torna" di moda ultimamente? Sono davvero due argomenti distinti quando si parla di esseri umani e di natura? è proprio quello che cercheremo di capire e di cui cercheremo di discutere attraverso questa rubrica.
La sfida ambientale che attraverseremo durante il XXIesimo secolo non è unicamente un problema per "ambientalisti" o "animalisti", ma una questione sociale, ecomomica e politica che ci riguarda nella vita di tutti i giorni.
La rubrica Il Cantastorie ha la pretesa di raccontare favole non favole, utopie concrete, sogni tangibili.

Il mio amico Ciak dice che se puoi immaginarlo, puoi anche realizzarlo. Lui è un esperto nel prendere la realtà e trasformarla in finzione. Poi aggiunge un ingrediente magico e la finzione trabocca nella realtà. Ciak ci racconta cosa è accaduto durante la settimana con gli occhi di un aspirante regista. Legge il giornale e gli viene in mente un film.
 
Kaleidos si propone di essere un semplice strumento, un gioco forse, per allenare l’occhio a percepire i colori, per allenare la mente ad inventare nuove forme!
L'obbiettivo di questa sezione altro non è se non il parlare dell'omosessualità e dei problemi che ancora oggi, in quello che viene considerato primo mondo, la comunità LGBT è costretta ad affrontare in termini di discriminazione quando non addirittura di violenza gratuita e immotivata.


TESTA O CROCE?
Nord o Sud? Scegliere o non scegliere? Informarsi o non informarsi? Sapere o sconoscere? Mafia o Antimafia?
Poche semplici domande per capire se si è interessati a questa rubrica, a questo libero spazio.

Alice Boum © www.Blogger.com changed Un Blog di Disobbedienza Creativa by http://aliceboum.blogspot.com