Visualizzazione post con etichetta alice boum. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta alice boum. Mostra tutti i post

domenica 2 maggio 2010

Alice senza te sarebbe zoppa. E invece... zUppa!

 Foto di Nicola Praderio
Alice Boum si impone al V Gran Festival Internazionale della Zuppa con un allestimento da primo premio. In diretta al paese delle meraviglie, con l'aiuto prezioso di stregatti, regine di cuori, capellai matti, bianconigli, brucaliffi e Alici locali, globali, totali. Che sia tutto merito degli effetti allucinogeni sprigionati dal nostro fungo?
Abbiamo dovuto mediare con una casa stregatta che teneva in ostaggio i nostri materiali ma grazie ai cuochi ispirati dalla saggezza del brucaliffo, alle regine di cuori che rifilavano due di picche alla sconfitta, al bianconiglio che se ci distraevamo gridava "è tardi, è tardi",  eccoci tutti vincitori.

Che nel paese delle meraviglie, di squadra si vince. E di allegria si disegna, di fil di ferro si costruisce, di creatività si disobbedisce.
Presto online del foto del trionfo. 




sabato 27 marzo 2010

PROMETTO DI FARLA SEMPRE FUORI DAL VASO

Ore 19. La Redazione di Rai per una Notte ha lasciato in biglietteria degli inviti per i ragazzi di Alice Boum. Li andiamo a ritirare emozionati ma soprattutto onorati. Lì c'è una ragazza con un cartello: "qualcuno ha un biglietto in più?". Mancano poche ore all'inizio della trasmissione, Piazza Azzarita è già gonfia di teste e di bandiere. La sensazione, fortissima, è che chi rimarrà fuori vincerà il duello dei numeri. Che il numero di ospiti che il Paladozza riesce a contenere sia "ridicolo" rispetto a quanti vorrebbero entrare.
Saremo almeno un milione.

Ore 20. Alice Boum c'è. Siamo i ragazzi che in una settimana hanno pubblicato su youtube 6 video - spot per la diffusione sul web dell'evento. 43mila visualizzazioni, decine di commenti. L'Espresso dice che "è l'originalità a farla da padrone". Noi siamo semplicemente felici di aver contribuito, nel nostro piccolo, a rai per una notte. Perchè tra un'ora inizierà lo spettacolo, la fila ai cancelli è impressionante, ma scorre serena. Metà della piazza antistante, proprio sotto il megaschermo, è invasa da giovani e adulti, che stanno seduti per terra. Il flusso che da via Riva di Reno sfocia in Azzarita è costante.
Siamo in piena.

Ore 20.45. Dal microfono una voce avvisa che chi ha i biglietti deve entrare, ora o mai più. In quel momento abbandonare la piazza è difficile. Perchè ti rendi conto che anche "fuori" sarà un bello spettacolo. Perchè dentro e fuori il Paladozza, è rai per una notte. Dentro e fuori Bologna, è rai per una notte.
Ci avviciniamo ai cancelli. La security strappa il nostro invito e tutti, almeno un poco, internamente li insultiamo perchè quel biglietto vogliamo conservarlo, quel biglietto dice che c'eravamo. Riponiamo religiosamente in tasca l'invito mutilato e andiamo alla ricerca di un posto al sole. Una tenda blu, ci passi attraverso e ti si apre davanti un mondo. E' fatto di persone, luci alla ribalta, un brusio assordante.
E' l'alta marea.

Ore 21. Scoppia un applauso. Ha il gusto della liberazione. Uno scatto di adrenalina. Poi il buio, un silenzio che ha tanto da dire. Tutti zitti con la paura di sporcarlo, tutti a guardarsi intorno e a non riconoscere nessuno in particolare, se non una moltitudine. Tu, piccolo. Eppure grande.
Siamo una goccia nel mare di rai per una notte.

mercoledì 24 marzo 2010

NOTTE PRIMA DI RAI PER UNA NOTTE


"La chiave della felicità è la disobbedienza in sè, a quello che non c'è".

Ci siamo quasi. Dieci giorni per mettere in piedi uno spettacolo il cui valore simbolico è di gran lunga superiore a quello "reale". E qualcuno si è sentito dopo tanto tempo fiero di appartenere a questo popolo. Un popolo che infine ha scelto il colore viola. Anche quando, come me, ha continuato, fino alla fine, "ad ignorare che gli alberi son morti".
Infine il viola, anche per chi non è un attivista viola, ha avuto il sopravvento. Perchè a furia di "sparar dritto avanti a sè, a quello che non c'è". A furia di "perder il gusto", per la politica. Abbiamo iniziato a camminare sull'acqua, a prendere consapevolezza del nostro saper "camminare dritto".
Rivuoi la scelta?
Rivuoi il controllo?

Siamo giovani ai quali i propri padri hanno consegnato un paese nel quale i loro figli sembrano contare poco. Siamo giovani che hanno studiato per ritrovarsi depressi a scorrere un elenco degli annunci di lavoro che non esiste. Siamo i giovani del "quello che non c'è". 
Siamo una sorta di peccato originale, disaffezionati a tutto, sembra che la politica non sarà mai il nostro mestiere. Siamo gentaglia che dorme dodici ore al giorno e le restanti non sa nemmeno dire quante siano, perchè la matematica non sarà mai il nostro mestiere. Facinorosi sempre pronti ad incrociare le braccia, yacht alla deriva, ladri di vita. Perchè il lavoro non sarà mai il nostro mestiere.
Viaggiatori senza mete precise, naviganti con l'acqua alla gola, guidiamo ubriachi le nostre macchine e ci schiantiamo il sabato sera. 
Rivuoi la scelta?
Rivuoi il controllo?

Arriva l'alba o, forse no. Ma so che so camminare dritto sull'acqua e, su quello che non c'è.
Negli ultimi dieci giorni mi sono chiesta ripetutamente cosa sia cambiato dal 2002 ad oggi. Perchè allora abbiamo assistito attoniti all'Editto Bulgaro ed oggi invece abbiamo organizzato "rai per una notte". Me lo sono chiesta tante volte e in conferenza stampa ero tentata di domandarlo a Michele Santoro, ma ha prevalso la timidezza. Saremo mica noi ad essere cambiati? Sarà cambiata l'Italia, nel frattempo? Saremo stanchi di essere la gentaglia che millantano? Sarà che i giovani, in questo che è un paese per vecchi, hanno iniziato  ad indignarsi? A mobilitarsi? A disobbedire?
Sarà che forse siamo quelli che hanno più ragioni per essere profondamente, tristemente e amaramente incazzati? Sarà che il sistema nel quale ci avete fatto crescere, sta crollando? Sarà che il vostro modo di definire ciò che siamo, ci sta stretto? Sarà che siete in debito con noi? Che vi siete giocati a poker il nostro futuro?
Siamo una generazione di disoccupati, diseredati, confusi, che iniziano a meledire il modo in cui sono fatti, il loro modo vigliacco di aspettare sperando che ci sia quello che non c'è.
Quello che non c'è, stiamo venendo a riprendercelo.
Domani, ovunque siate, rai per una notte.
Alice.

venerdì 18 dicembre 2009

Rubriche

DIARI ESTERI
Con i Diari esteri vorrei limitarmi a raccontare storie di vita quotidiana da una prospettiva diversa. Dalla prospettiva di chi si sente straniero perché sradicato dal suo usuale modo di relazionarsi, dalle sue abitudini, dalla sua consuetudine vitale. Dalla prospettiva di chi effettivamente straniero è. Perché è lontano, magari non troppo, e comunque distante dalla sua città, dalla sua famiglia, dai suoi amici e dai suoi affetti. Dalla sua casa e dalla sua lingua.

GREEN ATTITUDE (?)
Cos'è l'ambiente? Perché "torna" di moda ultimamente? Sono davvero due argomenti distinti quando si parla di esseri umani e di natura? è proprio quello che cercheremo di capire e di cui cercheremo di discutere attraverso questa rubrica.
La sfida ambientale che attraverseremo durante il XXIesimo secolo non è unicamente un problema per "ambientalisti" o "animalisti", ma una questione sociale, ecomomica e politica che ci riguarda nella vita di tutti i giorni.
La rubrica Il Cantastorie ha la pretesa di raccontare favole non favole, utopie concrete, sogni tangibili.

Il mio amico Ciak dice che se puoi immaginarlo, puoi anche realizzarlo. Lui è un esperto nel prendere la realtà e trasformarla in finzione. Poi aggiunge un ingrediente magico e la finzione trabocca nella realtà. Ciak ci racconta cosa è accaduto durante la settimana con gli occhi di un aspirante regista. Legge il giornale e gli viene in mente un film.
 
Kaleidos si propone di essere un semplice strumento, un gioco forse, per allenare l’occhio a percepire i colori, per allenare la mente ad inventare nuove forme!
L'obbiettivo di questa sezione altro non è se non il parlare dell'omosessualità e dei problemi che ancora oggi, in quello che viene considerato primo mondo, la comunità LGBT è costretta ad affrontare in termini di discriminazione quando non addirittura di violenza gratuita e immotivata.


TESTA O CROCE?
Nord o Sud? Scegliere o non scegliere? Informarsi o non informarsi? Sapere o sconoscere? Mafia o Antimafia?
Poche semplici domande per capire se si è interessati a questa rubrica, a questo libero spazio.

Alice Boum © www.Blogger.com changed Un Blog di Disobbedienza Creativa by http://aliceboum.blogspot.com