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giovedì 11 marzo 2010

Indovina chi è l'ultimo?


Alice oggi non scrive articoli, ma chiede consigli...si è imbattuta, come credo molti di voi, in questi manifesti...
In un primo momento ho sorriso, come sempre la Lega racconta buone barzellette, ma ora mi chiedo: forse è il caso di prenderli sul serio!
Forse è proprio perchè nessuno di noi li ha mai considerati credibili che ora sono al governo e prendono tanti  voti; forse è che parlano con semplicità alle paure degli italiani. Quindi continuando con le ipotesi sono le paure che reggono questo governo e quindi noi dovremmo occuparci di come superarle.
Voi che ne pensate? 

venerdì 5 febbraio 2010

PERMESSO DI SOGGIORNO A PUNTI: LE NUOVE FRONTIERE DEL REALITY SHOW

Italia 2010, i ministri dell'Interno e del Welfare, Roberto Maroni e Maurizio Sacconi, lanciano l'idea del permesso di soggiorno a punti. Una sorta di grande gioco di società, un reality game alla fine del quale qualcuno verrà espulso, qualcuno vincerà l'ambito premio (e verrà invitato ogni domenica su canale 5 in qualità di "opinionista").
Lo show andrà in onda su tutto il territorio nazionale e durerà due anni. Lo straniero dovrà obbligatoriamente stipulare un "accordo di integrazione" in base al quale si impegnerà a raggiungere determinati obiettivi nell'arco di validità del permesso di soggiorno, cioè un biennio.
L'immigrato dovrà dunque dimostrare di conoscere la lingua italiana e la nostra Costituzione, iscriversi al servizio sanitario nazionale ed essere titolare di regolare contratto abitativo (immediate le reazioni degli "italianissimi", i quali  non sono certo più bravi con l'italiano e meno che mai hanno letto la Costituzione: 'perchè a noi no e a loro sì?'; i locatori in nero insorgono: "così ci rovinate"; il Popolo Viola svela l'inganno: "gli faranno imparare la Costituzione per poi distruggerla e dire: sbagliato, sei stato eliminato").
Come in un gioco a premi, il raggiungimento dei suddetti obiettivi comporterà un certo punteggio che, in caso di risposta errata, verrà sottratto al montepremi finale.
Al termine dei due anni gli stranieri dovranno aver ottenuto un punteggio non inferiore a 30; nel caso contrario otterranno un ulteriore anno di "bonus" per poter salire in classifica, ovvero arrivare alla quota di crediti richiesta, pena l'espulsione [prima però verrà aperto un televoto attraverso il quale verrà data al pubblico a casa l'opportunità di salvare uno dei concorrenti (ma vincerà sicuramente Kledi)].
Conduce Mario Borghezio: "Noi ai clandestini bastardi gli diamo il mille per mille di calci in culo". Altro che 30 punti: mille, mille!
"È la legge sulla sicurezza - ha ricordato il ministro Maroni - che parla di specifici obiettivi da raggiungere nel giro di due anni con una valutazione da parte degli Sportelli unici per l'immigrazione. Se gli obiettivi sono stati raggiunti verrà concesso il permesso di soggiorno, altrimenti ci sarà l'espulsione". Con tale sistema si intende favorire l'integrazione, ha proseguito il ministro, in quanto "io ti suggerisco le cose da fare per integrarti nella comunità. Se le fai ti do il permesso di soggiorno, se non le fai significa che non vuoi integrarti". 
(Petto o coscia? 
-Coscia
Peccato, è tutto petto). 
Riguardo i corsi di lingua et similia, assicurano Maroni e Sacconi, "non chiederemo soldi agli immigrati, faremo tutto noi, anche per garantire standard uniformi in tutte le province ed avere tutto sotto controllo". (Dalla parte degli immigrati si leva un lamento: "va bene tutto, ma non date le scuole di italiano per gli stranieri in mano alla Gelmini!").

mercoledì 3 febbraio 2010

Viaggio del migrante





DA QUI SI COMINCIA!
Non so se vi è mai capitato di mettere le dita nel barattolo della Nutella da piccoli e poi interrogati da vostra madre, non avete avuto il coraggio di confessare il misfatto, a quel punto c’è chi nega, chi cambia discorso o chi decide che infondo incolpare il figlio del vicino può essere credibile e senza troppe conseguenze. C’è poi chi questa strategia continua a metterla in atto per anni arrivando a nascondere interi barattoli sotto il letto e inventando strane storie sul figlio del vicino per non destare sospetti. Fino a quando, con le dita tutte sporche ed ogni genere di provviste rubate, nascoste in ogni luogo, riesce a non farsi più vedere dalla madre, troppo occupata ad arrabbiarsi col vicino perché: “che razza di educazione dava a quel figlio?!” e ad escogitare metodi per chiudere casa sua agli estranei.
Poniamo il caso che il bambino che mette le dita nel barattolo fosse un candidato qualsiasi in un nostro comune, regione o addirittura governo chi sarebbe il figlio del vicino? Quale sarebbe la sua strategia per non farci più vedere le sue dita sporche e le provviste rubate da anni? In quest’ipotetico  caso noi cosa sceglieremmo?
Questo è lo strano ragionamento che facevo ieri, seduta in un multisala bolognese qualunque, mentre aspettando l’inizio del film: davano uno spot per le regionali, la campagna del candidato era sulla legalità (parola che ormai appartiene ai politici come la pace nel mondo ai discorsi di miss Italia), ebbene, il punto nevralgico era rispettare finalmente sto cavolo di reato di clandestinità, un po’ vaso di Pandora nella prima ridente e “bianca” Emilia.
A chi polemizza contro queste campagne definendole razziste, in politichese gli si risponde che si parla di immigrazione clandestina come reato e non si contesta l’immigrazione regolare, il che equivale a dire che se ti trovi in una casa in cui c’è una fuga di gas, stai per morire e tenteresti di scappare anche buttandoti dal balcone devi stare fermo e contattare qualcuno che ti faccia un regolare contratto d’affitto in un altro stabile prima di poter uscire; chi di noi non lo farebbe?! Chi di noi non tenterebbe ogni mezzo di fuga da un paese che in cui non hai prospettive di vita? E’ possibile azzardarsi a chiamare questo reato?
Come mai in nessun dibattito televisivo si accenna a quanto sia necessaria la diversità per far crescere un paese; lo vediamo ogni giorno perché con la nostra chiusura questo paese invecchia in sonnolenti retoriche. E’ dalla ricchezza, dallo scambio che si crea e di questo credo che ne abbiamo esperienza tutti.
La settimana scorsa, mentre in una gelida piazza Nettuno, qualcuno si stringeva per manifestare contro l’espulsione dei migranti a Rosarno, abbiamo visto un commovente striscione che recitava una frase: “Diverso, perché? Straniero, dove? Altro, quando? Siamo tutti parte del medesimo respiro!”; mi piacerebbe vedere tra qualche anno un’Italia che riesce a dirsi con ironia e saggezza: “Diverso, straniero, altro?...Mbè?”

Da qui parte la nostra prima inchiesta, siamo convinti che il nostro primo strumento di lotta sia la conoscenza, quella che attinge da più fonti possibili, quella che non si esaurisce mai e che ascolta tutti perché non ne ha paura.
Quindi partiamo armandoci di qualsiasi strumento ci possa servire: impareremo le leggi, ascolteremo voci sconosciute, percorreremo insieme le strade della nostra Bologna e ci arricchiremo delle immagini di tutti coloro che ci aiuteranno.
Invitiamo tutti a incuriosirsi, scrivere e partecipare.
Questo è il nostro punto di partenza, Alice presto riuscirà a raccontare con cosa ci stiamo sporcando le mani, speriamo riuscirà anche a parlare di tutte le nostre emozioni mentre guarderemo il mondo di cui scatteremo mille fotografie da altrettanti punti di vista.
Da qui si comincia…
  


ITALIANI NERI

Scaldiamo i motori, in attesa di partire con la nostra prima inchiesta, Alice vi propone l'intervista doppia, targata ovviamente "Le Iene", a Stefano e Stefania Okaka. Sono neri eppure sono italianissimi. L'equazione vi torna o "non esistono negri italiani"?


martedì 19 gennaio 2010

Kaleidos


Voglio vivere in un paese che si apre a ciò che non conosce, che non ha paura nel cambiare continuamente, che conosce la propria cultura e che la offre in cambio di mille altre.
Voglio che esista un luogo pieno degli odori di mille vite che si incontrano, una piccola stradina destabilizzante in una metropoli d’incomprensioni, di luoghi comuni.
Voglio che più voci riescano a farmi comprendere cosa accade, riescano a farmi vedere le cause dei conflitti e non solo le loro terrificanti conseguenze.
Voglio denunciare chiunque alza la voce contro chi è diverso da sè solo perché ha paura di scoprire la sua piccolezza.
Vorrei che questa rubrica fosse l’incrocio di chi condivide queste e mille altre necessità!
Kaleidos si propone di essere un semplice strumento, un gioco forse, per allenare l’occhio a percepire i colori, per allenare la mente ad inventare nuove forme!

Auguro a tutti un buon inizio con questo video:
 

venerdì 18 dicembre 2009

Rubriche

DIARI ESTERI
Con i Diari esteri vorrei limitarmi a raccontare storie di vita quotidiana da una prospettiva diversa. Dalla prospettiva di chi si sente straniero perché sradicato dal suo usuale modo di relazionarsi, dalle sue abitudini, dalla sua consuetudine vitale. Dalla prospettiva di chi effettivamente straniero è. Perché è lontano, magari non troppo, e comunque distante dalla sua città, dalla sua famiglia, dai suoi amici e dai suoi affetti. Dalla sua casa e dalla sua lingua.

GREEN ATTITUDE (?)
Cos'è l'ambiente? Perché "torna" di moda ultimamente? Sono davvero due argomenti distinti quando si parla di esseri umani e di natura? è proprio quello che cercheremo di capire e di cui cercheremo di discutere attraverso questa rubrica.
La sfida ambientale che attraverseremo durante il XXIesimo secolo non è unicamente un problema per "ambientalisti" o "animalisti", ma una questione sociale, ecomomica e politica che ci riguarda nella vita di tutti i giorni.
La rubrica Il Cantastorie ha la pretesa di raccontare favole non favole, utopie concrete, sogni tangibili.

Il mio amico Ciak dice che se puoi immaginarlo, puoi anche realizzarlo. Lui è un esperto nel prendere la realtà e trasformarla in finzione. Poi aggiunge un ingrediente magico e la finzione trabocca nella realtà. Ciak ci racconta cosa è accaduto durante la settimana con gli occhi di un aspirante regista. Legge il giornale e gli viene in mente un film.
 
Kaleidos si propone di essere un semplice strumento, un gioco forse, per allenare l’occhio a percepire i colori, per allenare la mente ad inventare nuove forme!
L'obbiettivo di questa sezione altro non è se non il parlare dell'omosessualità e dei problemi che ancora oggi, in quello che viene considerato primo mondo, la comunità LGBT è costretta ad affrontare in termini di discriminazione quando non addirittura di violenza gratuita e immotivata.


TESTA O CROCE?
Nord o Sud? Scegliere o non scegliere? Informarsi o non informarsi? Sapere o sconoscere? Mafia o Antimafia?
Poche semplici domande per capire se si è interessati a questa rubrica, a questo libero spazio.

Alice Boum © www.Blogger.com changed Un Blog di Disobbedienza Creativa by http://aliceboum.blogspot.com