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lunedì 19 aprile 2010

Io sono un terrorista di pace! -Noi stiamo con Emergency-

Perché la mia idea di pace è Emergency. Perché Emergency è concretezza, cultura di pace e diritti. Gli italiani lo sanno e sono quasi 400mila le persone che hanno firmato l’appello lanciato sabato scorso da Gino Strada, fondatore della ong, “Io sto con Emergency”. Perché se ancora tutto non è perduto e in questo mondo le cose possono cambiare lo dobbiamo anche ad Emergency.
La manifestazione organizzata in 4 giorni dallo staff di Emergency ha fatto vedere che le persone che appoggiano l’associazione non solo sono tantissime, ma credono realmente che gli operatori italiani di Emergency non possono essere in alcun modo coinvolti nella sporca operazione di cui sono stati accusati. Matteo, Marco e Matteo hanno ricevuto la solidarietà di tantissimi italiani perché chi va a rischiare la vita per un’idea così forte di pace non può essere colpevole!
La questione: sabato scorso i 3 operatori italiani Marco Garatti, medico chirurgo, Matteo Dall’Aira, infermiere, e Matteo Pagani, logista, erano stati arrestati, o per meglio dire sequestrati, dalle forze della polizia afghana e dai militari della missione ISAF senza un capo d’accusa formale, ma con la sola “motivazione” di essere coinvolti nella preparazione di un attentato terroristico contro il governatore della provincia di Lashkar-gah. Capo di accusa mai formalizzato appunto. Insieme ai 3 operatori italiani anche 6 afghani dello staff di Emergency.
Lashkar-gah si trova nel sud dell’Afghanistan, proprio la zona dove si stanno concentrando gli scontri fra la missione nato e i Taliban. Ecco il punto della questione. Gli scontri. Emergency da quando è nata cura le vittime della guerra e sbatte sotto gli occhi di tutti le violenze che la guerra provoca. Perché a vedere le foto dei pazienti di Emergency si rimane sgomenti al pensiero che la maggior parte di quelle vittime sono bambini. Perché in guerra per ogni soldato che muore, muoiono 5 bambini! E proprio quando gli scontri stavano iniziando ad essere più cruenti, probabilmente la testimonianza di persone che con la guerra hanno a che fare ogni giorno perché ne curano le vittime poteva farsi veramente troppo scomoda.  E allora Emergency sta con i terroristi. Sta con i terroristi perché cura quei bambini, che oggi hanno 4 o 5 anni, ma fra 15 potrebbero diventare taliban, e potrebbero essere terroristi. Emergency favorisce il proseguo di questa guerra! Emergency deve chiudere l’ospedale di Lashkar-gah.
Ok. Torniamo un attimo indietro. Una sola domanda. Chi è il terrorista? Terrorista è chi impugna un’arma e combatte una guerra, terrorista è chi ha come obiettivo quello di uccidere oppure terrorista è chi si sporca le mani di sangue perché, armato di bisturi, cura le vittime di quella sporca guerra?! Ha ragione Vauro: gli ospedali di Emergency sono pieni di armi. Proiettili e schegge di mine o bombe varie. Lo testimonia Vauro  che gli ospedali di Emergency li ha visitati tutti. Ma lo posso testimoniare anche io, che non ho mai visto. Gli ospedali di Emergency sono pieni di queste armi. Sono quelle estratte dai corpi dei pazienti dilaniati dalla guerra.
“Le armi nell’ospedale di Emergency? Non posso escluderlo. Ma posso sicuramente escludere che siano stati gli operatori di Emergency a mettercele!”, ha più volte dichiarato in questi giorni Gino Strada. Una trappola per screditare Emergency? Se così fosse è riuscita solo a rafforzare la sua posizione.
Tristi alcune uscite del governo e di alcuni personaggi di spicco della maggioranza di governo sul fatto che se fosse stato vero quello di cui erano stati accusati “Mi vergognerei di essere Italiano!” (un tale ministro della Repubblica).
Ieri alla manifestazione a Piazza San Giovanni a Roma c’era chi si dichiarava fiero di “Non far parte della coalizione!” e meglio ancora chi diceva che “Emergency è l’unico orgoglio nazionale”. Perché l’unica posizione che Emergency ha sempre assunto è quella di stare dalla parte delle vittime della guerra; di curare quelle vittime che troppo spesso sono bambini e non sanno il perché di quei bombardamenti!
Se questo significa essere terroristi allora anche io sono terrorista. Perché sono contro la guerra. Perché sto con Emergency in modo incondizionato e perché delle scelte alternative alla guerra esistono. Ed Emergency lo dimostra giorno dopo giorno! E lo dimostrano anche quegli 11 mila Afghani della Valle del Panshir, a nord dell’Afghanistan dove Emergency ha un altro ospedale, un centro di maternità e svariati posti di pronto soccorso, che si sono recati per firmare l’appello “Io sto con Emergency”. E in un paese dove l’analfabetizzazione è al 62%, coloro che non sapevano firmare hanno voluto lasciare la propria impronta digitale per sottoscrivere l’appello.
Oggi, domenica 18 aprile, intorno alle 15:30 i tre operatori italiani sono stati liberati e sono stati portati presso l’ambasciata Italiana a Kabul. Insieme a loro anche 5 dei 6 afghani. Le motivazione del rilascio? Insufficienza di prove. No. Non è così. Le prove semplicemente non esistono. Matteo, Marco e Matteo sono liberi perché sono innocenti.
Perché, come ha detto ieri Gino in piazza “Io non sono del tutto pacifista. Perché se mi dicono che Marco, Matteo e Matteo sono dei terroristi rischiano anche uno sberlone!”. “ Ma noi non lo facciamo!” ha continuato.
E allora non lo facciamo. Però io mi dichiaro terrorista di pace. Semplicemente perché sto con Emergency e perché è anche grazie ad Emergency che ancora nutro speranze in un mondo diverso!
Io sto con Emergency. 

martedì 13 aprile 2010

GIOCHI DI GUERRA, TUTTI GIU' PER TERRA

Sono storie di pace giocate a suon di mitra; storie di guerra giocate su un campo di fiori. Sono le storie di un mondo reale che si accartoccia su se stesso; storie di uomini che sorreggono il peso del mondo cercando di evitare di essere definitivamente sepolti vivi.
Sono storie che emergono in momenti di emergency ma che popolano il palinsesto mondiale ogni giorno, a tutte le ore del giorno. E della notte. Anche quando lo share cade a picco, anche se l'auditel non rileva i dati di ascolto. Anche quando emergency c'è, ma nessuno se ne cura.

Rimane guerra.
Anche se a noi, gente fortunata, arriva con i sottotitoli in inglese, possiamo scaricare l'ultima puntata su megavideo e cambiare perfino il finale, se abbiamo lo stomaco troppo debole.  Rimane guerra anche se indossa vestiti firmati freedom. E' guerra, anche se la chiamano pace. Che se ci mettessimo d'accordo e da domani chiamassimo amore la merda, quell'amore rimarrebbe merda. 
Siccome siamo ottimisti, sappiate che vale anche per il contrario. Basta intendersi.

Qualcuno sa dirmi quante siano le zone del mondo in conflitto, in questo esatto momento? Qualcuno sa dirmi quante persone muoiano quotidianamente? Chi sa dirmi come posso fare a sentire questa guerra, queste vittime, questo mondo così distanti, più vicini? Mi aiutate a capire in che punto del corpo dovrei sentire dolore di fronte ad immagini che assomigliano ad un qualsiasi film di guerra? 
Grido anche io "Forza Matteo, Marco, Matteo". Ma chi sono? Perchè se non li ho mai visti sto con loro? Perchè questo senso profondissimo di solidarietà? Nelle vostre vite, cambia qualcosa? 
Quando uscite con i vostri amici, poi, riuscite a dimenticarvene? Di cosa parlate? 
Cambia qualcosa, per l'Italia in Italia, il fatto che tre volontari di emergency siano stati arrestati in Afghanistan? A parte avere un nuovo avatar su facebook, cosa accade nelle vostre vite reali?
Quando andate a comprare il pane, ad esempio, vi capita di pensarci? Quando seguite una lezione di diritto internazionale, vi viene voglia di alzare la mano e domandare al professore: "cosa sta capitando in Afghanistan?". Quando vostra madre vi chiede come stiate, le dite: "Mamma, io sto con emergency"?.

Mamma, io sto con emergency.


Alice Boum © www.Blogger.com changed Un Blog di Disobbedienza Creativa by http://aliceboum.blogspot.com