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Paolo Hendel, in tour col suo spettacolo "Il tempo delle susine verdi", Beppe Grillo, da una Piazza Maggiore "a 5 stelle" e Moni Ovadia, in videoconferenza, danno il loro appoggio personale e professionale all'evento "Rai per una notte", che si terrà al Paladozza di Bologna il 25 marzo per la libertà di informazione e in difesa dell'art. 21 della nostra Costituzione.
Seguite l'evento/manifestazione tramite sky, lo streaming sul web, le numerose piazze d'Italia che si sono organizzate con megaschermi.
Tutto è iniziato quando, a fine febbraio, la Commissione di Vigilanza Rai ha annunciato lo stop dei talk show televisivi in vista delle elezioni regionali del 28 e 29 marzo. Un mese di par condicio che si è trasformato in un mese di silenzio elettorale. Eravamo abituati a 48 ore di pausa. Nell'arco di una settimana sono diventati 48 giorni, quasi. Non vogliamo immaginare quale possa essere il destino dei programmi di approfondimento politico da qui ad un anno, di questo passo. Eravamo abituati all'assenza di propaganda elettorale nel giorno precedente e in quello delle elezioni, non alla chiusura dei programmi di informazione politica lungo tutto il mese che precede la data delle elezioni. Eravamo abituati a distinguere tra politica ed informazione. L'informazione non ha niente a che vedere con la politica.
Sia Michele Santoro che Giovanni Floris, conduttori dei programmi rai evidentemente più "colpiti" se solo valutiamo il peso in termini di share di Annozero e Ballarò, avevano salutato il loro pubblico con un "che ne sarà di noi" che faceva pensare ad un adattamento delle loro trasmissioni in modo che il diktat dei vigilantes Rai venisse rispettato.
Niente da fare, tutto da rifare.
Lo stop viene confermato, in un'Italia e mezza che non legge o legge poco i quotidiani, in un'Italia che probabilmente non sa nemmeno chi andare a votare, un'Italia invasa dai reality show, un'Italia che considera i reality show uno spettacolo culturale.
E probabilmente è colpa nostra, che non ci informiamo abbastanza. E' anche colpa nostra, che leggiamo poco. E' colpa nostra che a sentir parlare di politica in politichese ci viene il voltastomaco. Colpa nostra che i reality li guardiamo. Colpa nostra che dalle consultazioni elettorali ci asteniamo, colpa nostra che non siamo come i nostri padri che alla nostra età avevano già tutti una tessera di partito.
Nel gioco delle responsabilità, noi ci prendiamo le nostre.
Nel gioco delle responsabilità, tutti si prendano le proprie.
Viviamo incontestabilmente in un paese in cui il Presidente del Consiglio decide chi e cosa debba andare in onda. Sveglia. A tutti i ragazzi ai quali sento dire che Santoro è fazioso, Floris è comunista, Berlusconi perseguitato. Sveglia. Mi sta bene che a dirlo sia mister B. che ormai ha l'acqua alla gola. Ma voi no. Perchè dovete del rispetto alla storia di questo paese. Perchè studiate, andate all'università, avete il libretto gonfio di lodi. E la demogogia, fa presa sugli ignoranti. Non sulla nostra generazione che è fatta di persone per le quali, grazie alla storia, quello ad informarsi è un diritto ormai sancito. Sveglia. Voglio il Paladozza e voglio Piazza Azzarita, e voglio Piazza 8 Agosto e tutte le case e le piazza d'Italia colme di giovani. Con il loro bel 30 e lode in storia contemporanea, i loro vestiti di marca nonostante la crisi che morde, con uno strumento di straordinaria diffusione come è internet, che quando vogliono si incontrano in centomila solo per stare immobili. Sveglia. Che questa è la nostra lotta. Sveglia. Che siamo diventati grandi. Sveglia. Che non c'entrano niente Michele Santoro, Marco Travaglio, Giovanni Floris, Vauro, Concita de Gregorio, Ezio Mauro, Enzo Biagi, Indro Montanelli. Non c'entrano la destra e la sinistra. Conta quel che sta nel mezzo. Un popolo che almeno una volta nell'arco della giornata si dice "ora basta". Un popolo che è morto per conquistare l'articolo 21 della Costituzione. Un popolo che col cazzo che si lascia mettere un bavaglio sulla bocca, una benda sugli occhi.
Giovedì 25 marzo, ovunque siate, scendete in piazza.
Nella nuova versione rimasterizzata, l'Editto Bulgaro offre delle bonus track registrate negli studi dell'Inchiesta di Trani con la partecipazione inedita del trio Berlusconi - Innocenzi - Minzolini. Dirige il "direttorissimo", musica che "manco nello Zimbawe".
Appuntamento per giovedì 25 marzo, ore 21, Paladozza di Bologna.
Riempiamo il palazzetto, invadiamo piazza Azzarita, trabocchiamo in Riva Reno, attraversiamo via Marconi, passando per gli Appennini blocchiamo Roncobilaccio e Firenze. Stringiamoci forte intorno a Roma, per osmosi ritroviamoci magicamente a Milano. Una coda che da Catania arriva a Torino, che manco il 15 di agosto. E Trieste e Cagliari a fare il trenino, che nemmeno a capodanno.
« L'uso che Biagi... Come si chiama quell'altro? Santoro... Ma l'altro? Luttazzi, hanno fatto della televisione pubblica, pagata coi soldi di tutti, è un uso criminoso. E io credo che sia un preciso dovere da parte della nuova dirigenza di non permettere più che questo avvenga. »
C'era una volta il 18 aprile del 2002. Il nostro presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, si trovava in visita ufficiale a Sofia e, in conferenza stampa, rilasciò una dichiarazione che tutti conosciamo con il nome di Editto Bulgaro. L'Italia tornò indietro nel tempo, un tuffo nel nostro incubo storico per eccellenza.
Una mattina mi son svegliato, e ho trovato l'invasor.
Nel 2002 avevo vent'anni. Probabilmente troppo impegnata a capire dove si deve stampare lo statino per poter sostenere un esame, troppo occupata a capire quale autobus prendere per arrivare sotto le Due Torri, troppo presa dal fare amicizia e dall'innamorarmi, ma dell'Editto Bulgaro non mi rimane nessun ricordo visivo. Ricordo solo una sensazione.
La sensazione di un vuoto, del nero pubblicitario, del blackout, del monoscopio fisso, inerme.
Ricordo questa strana sensazione di abbandono, del mio personale palinsesto cancellato.
E questo è il fiore del partigiano morto per la libertà.
Enzo Biagi e il suo Fatto, Michele Santoro al grido di Sciuscià, il Satyricon di Daniele Lutazzi, un giorno c'erano, il giorno dopo era scomparsi. Peggio, sembrava quasi che non fossero mai esistiti. Io mi chiedevo che fine avessero fatto, quale mostro mitologico li avesse inghiottiti. Continuavo a premere sui tasti del telecomando o a digitare i loro nomi in internet. Nessuna traccia. Sinceramente mi chiedevo addirittura come stessero. Umanamente, che progetti avessero per il futuro. Mi domandavo se si fossero stancati di fare informazione a causa mia, che il giovedì non perdevo mai la serata universitaria, che preferivo uscire per un aperitivo, che mi sentivo salva perchè un uomo chiamato "partigiano" aveva salvato il mio paese. Era già salvo, non era affar mio. Ero fortunatamente scampata alla Storia.
Credo che per la mia generazione l'Editto Bulgaro segni la data di uscita dallo "stato di minorità". Perchè la mia generazione che ne sapeva di cosa fosse la censura? Che ne sapeva del vuoto che ti lascia dentro, un bavaglio sulla bocca?
Penso anche che, da quel giorno, abbiamo iniziato a sentirci drammaticamente traditi da parte dei nostri padri, delle madri, degli adulti. Penso che in tanti ci siamo chiesti: "perchè lo hanno permesso?". E immagino che in tanti abbiamo pensato, quel giorno, "noi non lo avremmo permesso".
E allora ci vediamo il 25 marzo al Paladozza di Bologna.
Questo è il fiore del partigiano, morto per la libertà.
Ciak ha seguito il Festival di Sanremo ed è rimasto colpito soprattutto dall'effetto fumo che si sprigionava all'entrata dei grandi ospiti nazionali ed internazionali.
SI PUO' DARE DI PIU'. A furor di sms vince il 60° Festival della Canzone Italiana Valerio Scanu, noto al piccolo pubblico per la partecipazione ad Amici, mentre il Principe Emanuele Filiberto, conosciuto grazie a Ballando con le Stelle, si è classificato secondo, e Marco Mengoni, già vincitore di X Factor, terzo.
In sintesi, mi racconta Ciak, vince il reality show, vincono "artisti" ai quali ci lega una certa familiarità, televisiva, e vince il Pdl. Pure a Sanremo.
Un amico del mio amico Ciak ha commentato dicendo: "se trovo altri due stronzi, l'anno prossimo partecipo a Sanremo". Ciak ci sta facendo un pensierino.
SIAMO LA COPPIA PIU' BELLA DEL MONDO. Marco Travaglio e Michele Santoro si scambiano lettere d'amore su Il Fatto Quotidiano. Tutto ebbe inizio giovedì scorso, lo stesso nel quale Nilla Pizzi venne catapultata a 91 anni sul palco dell'Ariston, a sua insaputa, quando Nicola Porro de Il Giornale e Maurizio Belpietro, direttore di Libero, attaccarono ferocemente l'editorialista di Annozero. "Sarà capitato anche a te di frequentare persone che non si sarebbero dovute frequentare, stai attento perché ti capiterà".
Smettila.
Ma vergognati.
Ma prenditi un'aspirina.
Questi liberali del cavolo.
Deficiente.
Un poveraccio sei.
E tu sei un arrogante cretino.
Travaglio avvisa Santoro: "Annozero così non va", Michele risponde: "Vivrei una tua decisione di prendere le distanze da Annozero con grande amarezza. Non sarebbe tuttavia una tragedia o una catastrofe irreparabile".
Ciak ha aperto il televoto: "Vuoi che Marco Travaglio lasci Annozero?".
LA TERRA DEI CACHI. Sulla scia di quanto accaduto a Sanremo, da più parti si inizia ad auspicare che il popolo sovrano possa esprimere la propria preferenza per le elezioni regionali, tramite sms. L'affluenza alle urne toccherebbe i massimi storici. Il premier Silvio Berlusconi, scalda i motori mediatico politici e candida Nicole Minetti, ballerina delle trasmissioni tv Scorie e Colorado Cafè nonché igienista dentale, conosciuta dal premier durante l'ultimo ricovero al San Raffaele.
Ciak non ha dubbi: un curriculum di tutto rispetto. Finalmente una dentista che sa anche ballare.
Nome: Alice Cognome: Boum Occhi: Kaleidos Testa: o Croce? Residenza: Somewhereinthe rainbow Segni Particolari: Il cantastorie Attitude: Green Amici:Ciak
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