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giovedì 1 aprile 2010

“Poteva come tanti scegliere e partire e invece lui decide di restare”.


È forse questione di coscienza. Una mera condizione di consapevolezza.
Non accade solo a Cinisi. Forse a Cinisi accade sempre di meno. Forse quel  9 maggio del 1978 è stato dimenticato da troppe persone in quel di Cinisi. Forse quel 9 maggio ’78 nel resto d’Italia è solo narrato in un film, o cantato dentro una canzone. Forse è troppo lontana quella consapevolezza che troppe cose di quel che ci circondano sono sbagliate. Eppure sarebbe tutto così chiaro e semplice.
Prendere consapevolezza. È forse questo il difficile. Perché se accade in Sicilia “Beh, li la mafia si percepisce anche nelle strade!”; ma se accade a Bologna, “Beh, qui la mafia non c’è!”. E soprattutto se accade in Sicilia, il pazzo che lotta da solo contro la mafia prima o poi salterà in aria. Se accade altrove il pazzo magari farà una manifestazione o scriverà un articolo, ma il giorno dopo tutto sarà come prima.
È forse la percezione del rischio che aiuta la gente a svegliarsi? O forse la percezione del rischio crea paura e perciò silenzio?
Insomma, che cosa è necessario per risvegliare le coscienze?
Una risposta forse esiste. Questa risposta è la cultura. Non conoscenze dogmatiche, o semplicistiche frasi fatte. La cultura come conoscenza della realtà; una realtà che può essere sotto gli occhi di tutti o una realtà diversa, ben nascosta da colletti bianchi e sorrisi splendenti. Imparare a riconoscere dovrebbe essere il dictat di una nuova civiltà.
Il desiderio di un mondo di cultura per sconfiggere l’indifferenza e l’omertà passa anche da queste poche righe. Passa dal Sud, come da Nord. Passa. Ma non deve lasciare indifferenti.

Alice Boum © www.Blogger.com changed Un Blog di Disobbedienza Creativa by http://aliceboum.blogspot.com