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sabato 19 giugno 2010

Rifiuti (molto) sporchi




6 foto, mai pubblicate prima. Un mistero, che appare irrisolvibile da più di 20 anni, sta riemergendo in questi giorni, con l'ausilio di Greenpeace che sta lanciando un'inchiesta sul traffico di rifiuti tossici dall'Italia (e in generale dall'Europa) verso alcuni paesi in via di sviluppo, come la Somalia.

Queste "navi del veleno", si pensa contenessero, e tutt'ora contengono rifiuti tossici, radioattivi e a volte anche armi : una vera macchina da inquinamento. Oltretutto sembra siano coivolti numerosi personaggi, affaristi e imprenditori anche italiani (uno dei quali già coivolto nel caso Berlusconi-Mills!). Tuttavia, è difficile fare chiarezza, ci spiega Greenpeace, e alcune vicende rimangono ancora poco chiare : una di questa riguarda le ricerche che il governo italiano ha effettuato a proposito del ritrovamento del relitto della nave "Cunski" in cui, pare, piuttosto che accettare un'offerta conveniente del Ministero della difesa britannico, abbiano lasciato fare le indagini a un gruppo privato italiano ( appartenente alla famiglia del qui citato Attanasio, coinvolto nel caso Mills..!).

Insomma, ancora poche luci e tante ombre, su questo caso che da diversi decenni è avvolto da dubbi, silenzi, ma da una certezza : c'è molto probabilmente qualcosa di marcio!

Quindi per tutti coloro che fossero interessati a seguire da più vicino la faccenda, un invito a consultare il sito di greenpeace :

http://www.greenpeace.org/italy/news/navi-tossiche

domenica 2 maggio 2010

Aspettando la prossima catastrofe...

Ci sono catastrofi ecologiche che rimangono segnate nella storia per sempre. Penso a Cernobyl ovviamente, ma anche a Bopal in India (fuga di metil-isocianato, migliaia di morti), alla tragedia di Seveso nel 1976 (nube di diossina), o ai vari casi di contaminazione per amianto, alla vergognosa e recentissima sciagura del fiume Lambro, in Lombardia.. e potrei citarne a decine.

L'ultima e triste catastrofe è avvenuta alcuni giorni fa nel golfo del Messico, non lontano dalle coste della Louisiana. La piattaforma petrolifera Deepwater Horizon appartenente al colosso statunitense BP, che trivella, o meglio trivellava, ogni giorno migliaia di Litri di Petrolio, per colpa di un incendio è affondata e di conseguenza diverse falle, sembrerebbe siano 3, stanno da alcuni giorni riversando nel mare decine di migliaia di litri di petrolio al giorno..! La marea nera, che è ora visibile anche dai satelliti, si sta avvicinando alle coste americane e già l'altra mattina le prime ondate di petriolo hanno raggiunto la Louisiana. Vani i tentativi di fermare la chiazza, con incendi artificiali, sostanze per sciogliere il tutto ecc.. La catastrofe ha raggiunto e raggiungerà proporzioni gigantesche, forse uno dei peggiori disastri ecologici della storia delgli USA.

Un portavoce dell'azienda BP annucia : " pagheremo noi", come se questa vicenda avesse un prezzo, un costo ben preciso, un assegno da sborsare e voilà, il problema è risolto. Le conseguenze di questa vicenda saranno drammatiche per la flora e la fauna ( ci sono già casi di uccelli e pesci "incastrati" nel catrame ), per la bellezza delle coste e quindi per il turismo, per l'economia, per la pesca, per la salute delle persone.. Non si può ancora quantificare l'entità dei danni.

Fatto sta che sorgono spontanee alcune considerazioni, alcuni dubbi, alcune riflessioni.

Non si sa ancora di chi siano le colpe, sempre che ci siano delle colpe, ci sarà un'inchiesta ( mi auguro ) che lo stabilirà. Puo' anche darsi che le cause dell'incendio non siano state di mano antropica, ma semplicemente un misto guasto-sfortuna-natura.
Ma in fondo poco importa.
A mio avviso qui il punto è un altro. Ci sono sciagure che non dipendono dall'uomo ma strettamente da processi naturali ricorrenti e putroppo normali, dai terremoti, ai tifoni, alle eruzioni vulcaniche ( anche se poi l'uomo puo' agire sulle conseguenze, o meglio sulla prevenzione, ma questo è un altro discorso ). Questa catastrofe, come del resto Cernobyl o il parco Lambro , è invece la conseguenza di attività umane ed è quindi frutto del ( cattivo ) sfruttamento delle risorse che servono al fabbisogno della popolazione mondiale, che sia energetico, industriale, alimentare ecc.. Se da un lato l'uomo ha bisogno di usare e sfruttare le risorse che ci offre il pianeta ( illimitatamente..?), l'uomo può anche scegliere come usarle e quali risorse sfruttare.

Nel Neolitico i nostri antenati si accontetavano di un po' di legna, qualche campo coltivabile e chissà forse qualche pozzo. Oggi l'essere umano ha bisogno di ben altro, ed è ovviamente impensabile di tornare agli standard di 5000 anni fa'.
Detto ciò, sfruttando il pianeta come lo facciamo noi, è nostro dovere pensare all'impatto che questo provoca, dalle conseguenze accertate a quelle diciamo "imprevedibili", nonché tutte le sciagure appena citate, da esplosioni a incendi a perdite..
Forse non ci saranno più incendi di piattaforme petrolifere per i prossimi dieci o vent'anni ( speriamo ), ma è ovvio che, come ce lo insegnano da un lato le leggi della probabilità, e da un altro il disastro di pochi giorni fa', il rischio potenziale c'è sempre. Vista la gravità di ogni catastrofe, che colpisce non solo da un punto di vista ambientale, ma anche sociale, economico e salutare, mi chiedo : ma è possibile che non si possa riuscire a concepire un mondo dove l'equilibrio uomo-pianeta non sia costantemente minacciato da imprevisti e rischi di calamità naturali? Perché dopo ogni catastrofe ecologica lo sdegno dura solo alcuni giorni, e poi svanisce, pronto a tornare solo il giorno della calamità successiva? Non si può iniziare a pensare a come evitare che tutto ciò accada? è solo partendo da queste basi che si può cominciare a pensare al futuro degli esseri umani, al di là delle consederazioni economiche, politiche che ne derivano. Quando si parla di energie alternative, futuro sostenibile, si intende proprio questo : non è solo una questione di illimitatezza delle risorse, ma di impatto che esse possono avere sul pianeta.

Non è sicuramente una questione semplice e risolvibile nell'arco di pochi anni, ma è certamente da li che devono partire tutte le politiche energetiche dei nostri paesi. Se è vero che le pale eoliche ammazzano migliaia di pipistrelli all'anno, o che i pannelli solari assorbono dell'Energia che in teoria servirebbe al normale ciclo termico del pianeta, è altrettanto vero, e forse più grave, il fatto che una centrale nucleare è sempre un'imminente mina vagante in caso di esplosione, cosi come le varie raffinerie petrolifere, chimiche o quant'altro.

La soluzione non ce l'ho, anzi non ce l'abbiamo. Il mio invito è semplicemente una piccola riflessione, senza troppe pretese, ma semplicemente perché ho la speranza che un giorno non mi venga più quel senso di vergogna, ma anche di impotenza, nel leggere sui nostri giornali la notizia dell'ennesimo disastro ambientale.

sabato 27 marzo 2010

EARTH HOUR 2010, L'ORA DELLA TERRA



Tra poco anche Alice spegnerà le sue luci per un'ora. E' l'Earth Hour 2010, più di 4mila città in tutto il mondo scelgono di far respirare la Terra.
Se vivi in questo pianeta, non puoi mancare.

EARTH HOUR 2010: SPEGNAMO LA LUCE, ACCENDIAMO IL MONDO. Torna anche quest’anno la giornata di sensibilizzazione sul tema del risparmio energetico. Sabato 27 marzo, dalle 20.30 alle 21.30 centinaia di migliaia di cittadini da tutto il mondo si danno un appuntamento virtuale spegnendo contemporaneamente le luci dei loro appartamenti. Sessanta minuti per far respirare il nostro pianeta, per riflettere sulle fonti rinnovabili e sul nucleare, per dare un messaggio forte e chiaro sul clima globale.
La mobilitazione giunge quest’anno alla sua quarta edizione e vedrà coinvolte numerosissime città in tutto il mondo: Singapore, Mosca, Atene, Città del Capo, Bruxelles, Dallas, Hong Kong, Suva, Tel Aviv, Rio de Janeiro, Edimburgo, Roma, Toronto, Sidney, Auckland, Seul, solo per citarne alcune.

STORIA. Il primo Earth Hour era partito nel 2007 da Sydney, quando 2 milioni di persone e oltre 2000 imprese spensero, nella sola Australia, luci e apparecchiature elettroniche per un’ora. Da quel 31 marzo, l’Earth Hour è diventato un appuntamento annuale sempre più esteso e partecipato.
Lo scorso anno anche Bologna aveva aderito assieme ad altre 1550 città in tutto il mondo, “spegnendo” per un’ora le Due Torri, simbolo della città felsinea.

IL VERTICE DI COPENHAGEN SUL CLIMA.  Svoltosi a Copenhagen, in Danimarca, dal 7 al 18 dicembre scorsi, si è concluso, in pratica, con un niente di fatto. 192 delegazioni, 45 capi di Stato, 15mila accrediti, 5mila giornalisti, questi i numeri del vertice sul clima che si poneva l’ambizioso, ma nemmeno troppo, obiettivo del raggiungimento di un accordo sulla diminuzione delle emissioni di CO2.
Il Vertice sarebbe stato un vero e proprio fallimento, almeno secondo molti degli osservatori. L’accordo raggiunto, infatti, riguarda esclusivamente cinque paesi (Stati Uniti, Brasile, Cina, India e Sudafrica) i quali si impegnano a rispettare degli obiettivi di massima, fra i quali spicca il limite a 2 °C per quanto riguarda l'aumento della temperatura globale media.
Il raggiungimento di tali obiettivi, tuttavia, non risulta vincolante.
A pochi mesi da Copenhagen, dunque, l’Earth Hour 2010 intende dare un segnale ai Grandi della terra ancora più forte che in passato.

EARTH HOUR: BASTA UN CLICK. Si chiede semplicemente al mondo di spegnere un interruttore. Un black out globale indotto. Dalle 20.30 del 27 marzo, il pianeta rimarrà al buio per vederci, magicamente, più chiaro.

IL MARCONI PARTECIPA ALL’”AIRPORT CARBON ACCREDITATION”. L’aeroporto di Bologna è entrato a far parte del progetto promosso da Aci Europe (Airport Council International) sul “carbon neutral”, ovvero il piano di pareggiamento delle emissioni di anidride carbonica nell’ambiente attraverso risparmio ed efficienza energetica.
Il Marconi ha ottenuto l’ammissione con la seguente motivazione: “in riconoscimento degli sforzi fatti per tenere sotto controllo le emissioni di CO2, come contributo alla risposta degli aeroporti europei contro il cambiamento climatico”.
Presso l’aeroporto bolognese viene già utilizzato un impianto fotovoltaico da 80kw, predisposto sulla tettoia del terminal per una superficie di 1100 mq. E’ inoltre in allestimento un impianto di trigenerazione da 1 megawatt (che permetterà la produzione congiunta di energia elettrica, termica e frigorifera) grazie al quale l’aeroporto potrà produrre il 50% circa degli attuali consumi energetici.
Infine, negli ultimi sette anni, a fronte di una serie di lavori condotti all’interno dello scalo, che hanno portato ad un aumento delle superfici del terminal, i consumi energetici dell’aerporto sono stati ridotti del 5%.
Bologna c'è. Alice pure.



mercoledì 10 marzo 2010

NOcleare : altro che ideologia!

3° governo Berlusconi ( 2008-?) : si torna a parlare di Energia Nucleare! Dopo il referendum abrogativo del 1987 che bocciò la costruzione di centrali nucleari nel nostro paese, all'alba del XXI° secolo l'esecutivo ha avuto la strana idea di riproporlo come programma per un futuro energetico "pulito" ed efficiente...

Immediata la reazione di molti italiani per opporsi a questa bizzarra fuoriuscita : ma si tratta unicamente di un rifiuto ideologico? Io direi proprio di no!

In effetti 30 anni fa', i primi movimenti "ambientalisti" si opponevano all'energia nucleare con manifestazioni e proteste ( ne sa qualcosa mio padre ) molto, e forse troppo, ideologicamente.
Alcuni paesi hanno proseguito comunque su quella "nuova energia" altri invece no ( a cominciare dall'Italia). Ma ha davvero senso nel 2010 pensare di risolvere il problema energetico e ambientale col nucleare?

Penso sia giusto fare chiarezza, e sapere realmente cosa comporta al di là della questione ideologica.

Si può iniziare con il motivo diciamo "meno valido" ma quello che tocca e spaventa di più la gente : la SICUREZZA. Ha senso preoccuparsi dei rischi di esplosioni o altre catastrofi? Nonostante le centrali siano sicuramente molto più sicure che ai tempi di Cernobyl, bisogna dire che da un punto di vista unicamente statistico, secondo un'indagine tedesca, in ogni centrale tedesca la probabilità che avvenga in 40 anni il "Massimo-Incidente-Ipotizzabile" è dello 0,1 per cento. Essendoci più di 150 centrali in Europa, la probabilità che avvenga una catastrofe in 40 anni in Europa è circa del 16 per cento ( e delle 440 centrali attive nel mondo, la probabilità a livello mondiale sale al 40 per cento in quarant'anni!). Nonostante si stia parlando unicamente di numeri e quindi di probabilità, sono dati che fanno rabbrividire!

Se si parla di motivi concreti abbiamo altri numerosi problemi :
- Le centrali hanno bisogno di Uranio per funzionare ; putroppo come tutte le riserve naturali, anche quelle di Uranio sono limitate, e si stima che tra non molti decenni rischiano di essere esaurite ( quindi altro che energia rinnovabile!)

- Il contributo dell'energia nucleare a livello globale è molto limitato : attualmente copre il 6,8 per cento della produzione globale di energia ( mentre già nel 2004 le energie rinnovabili fornivano il 7 per cento dell'energia consumata nel mondo ). Si capisce in fretta che non è vero che sia una fonte incredibile di energia! Inoltre per giungere nel 2050 alla sostituzione del 10 per cento dell'energia fossile occorrerebbero 1000 nuove centrali. Sapendo che la costruzione ( ammettendo che sia possibile ) richiederebbe decenni, avrebbe davvero senso?

- Le reazioni nucleari attualmente presenti nelle centrali sono le cosidette fissioni nucleari, le quali, per ogni atomo che si "rompe" in due più leggeri, producono radioattività ( dannosa e malsana ). L'accumulo delle scorie nucleari non solo aumenta vertiginosamente ma non si sa nemmeno come contrastarlo e dove mettere le scorie realmente; attualmente si buttano nell'oceano, o sotto terra o chissadove : ma si può realmente pensare di continuare cosi all'infinito producendo tonnellate e tonnellate di rifiuti radioattivi che rischiano un giorno di rivelarsi un vero e proprio boomerang? Che eredità lasciamo alle prossime generazioni?

- In molti casi il programma civile del nucleare si rivela un alibi per la proliferazione delle armi nucleari e l'uso militaristico di molti paesi ( ne sanno qualcosa gli Stati Uniti, e ultimamente anche L'Iran ), rischiando quindi un aumento drastico di arsenali atomici.

- Infine, a livello di posti di lavoro, le energie rinnovabili come l'eolico battono di gran lunga il nucleare ( Germania, 2002, 53 000 posti di lavoro nell'eolico, 30 000 nel nucleare ).

Qui non si pretende di chiedere a tutti i paesi di abbandonare immediatamente l'energia nucleare, sarebbe irrealistico e stupido. Si cerca di fare capire come la strada del nucleare non sia quella giusta, o per lo meno non quella del futuro. E non ha proprio nessun senso pensare, nel 2010, di iniziare un programma nucleare in Italia, il che impiegherebbe anni, soldi e soprattutto risultati mediocri se non pericolosi. E' ora di lanciare, a cominciare dall'Italia, un vero programma di energie rinnovabili ( quelle vere però : solare, eolico, idroenergetico, geotermico, e approfondire gli studi sulle numerose nuove forme come le maree, i moti ondosi ecc..) ma sicuramente è una follia volere con 40 anni di ritardo "tornare" o meglio "cominciare" col nucleare. Diciamolo alla maggior parte dei candidati regionali del centrodestra che sono favorevoli ( però, per carità, nella loro regione "non la vogliono, non ce n'è bisogno"!)...

"Il pianeta che abitiamo non è un'eredità dei nostri padri, ma un patrimonio per i nostri figli"

lunedì 1 febbraio 2010

Green Attitude (?)

"Scusa eh, ma se dovesssi scegliere, salveresti un bambino o un orso polare??". STOP. Cambio domanda. Una cosa non esclude l'altra. Ovviamente se dovessi scegliere salverei il bambino, ma perché scegliere? Personalmente li salverei entrambi.

Cos'è l'ambiente? Perché "torna" di moda ultimamente? Sono davvero due argomenti distinti quando si parla di esseri umani e di natura? è proprio quello che cercheremo di capire e di cui cercheremo di discutere attraverso questa rubrica.

La sfida ambientale che attraverseremo durante il XXIesimo secolo non è unicamente un problema per "ambientalisti" o "animalisti", ma una questione sociale, ecomomica e politica che ci riguarda nella vita di tutti i giorni.

L'ambiente è Scienza. La Scienza è Sapere, Conoscenza. La Conoscenza è Verità. La Verità è quella che Adamo ed Eva ( poco scientifici in effetti..) hanno ottenuto con la mela, a scapito dell'immortalità.
Quindi la prima cosa è CAPIRE il pianeta, CAPIRE cosa lega l'uomo alla natura.

Forse lo sbaglio più grosso è pensare che occuparsi dell'ecologia è fare un favore al nostro fragile pianeta. Ahimè non è cosi semplice, avere un atteggiamento "green" è innazitutto fare un favore agli esseri umani, il pianeta anche senza di noi, e soprattutto anche se cambia il clima, va avanti e la vita sulla terra pure ( ce lo insegnano, tra l'altro, i dinosauri ).
Come dice il filosofo/scienziato Pascal " L'Homme n'est qu'un roseau, le plus faible de la nature, mais c'est un roseau pensant " ( L'Uomo è come una canna ( l'albero, per intenderci..), il più debole della natura, ma è una canna pensante ). Ed è proprio perché siamo "pensanti" che dobbiamo "pensare" al fatto che siamo cosi fragili e vulnerabili.

Concludo con il trailer del film-documentario "Home" che ha fatto scalpore in Francia (non ci sono i sottottoli in italiano, purtroppo il film, stranamente o forse non cosi stranamente, non è uscito in Italia ), che vi invito a guardare.

venerdì 18 dicembre 2009

Rubriche

DIARI ESTERI
Con i Diari esteri vorrei limitarmi a raccontare storie di vita quotidiana da una prospettiva diversa. Dalla prospettiva di chi si sente straniero perché sradicato dal suo usuale modo di relazionarsi, dalle sue abitudini, dalla sua consuetudine vitale. Dalla prospettiva di chi effettivamente straniero è. Perché è lontano, magari non troppo, e comunque distante dalla sua città, dalla sua famiglia, dai suoi amici e dai suoi affetti. Dalla sua casa e dalla sua lingua.

GREEN ATTITUDE (?)
Cos'è l'ambiente? Perché "torna" di moda ultimamente? Sono davvero due argomenti distinti quando si parla di esseri umani e di natura? è proprio quello che cercheremo di capire e di cui cercheremo di discutere attraverso questa rubrica.
La sfida ambientale che attraverseremo durante il XXIesimo secolo non è unicamente un problema per "ambientalisti" o "animalisti", ma una questione sociale, ecomomica e politica che ci riguarda nella vita di tutti i giorni.
La rubrica Il Cantastorie ha la pretesa di raccontare favole non favole, utopie concrete, sogni tangibili.

Il mio amico Ciak dice che se puoi immaginarlo, puoi anche realizzarlo. Lui è un esperto nel prendere la realtà e trasformarla in finzione. Poi aggiunge un ingrediente magico e la finzione trabocca nella realtà. Ciak ci racconta cosa è accaduto durante la settimana con gli occhi di un aspirante regista. Legge il giornale e gli viene in mente un film.
 
Kaleidos si propone di essere un semplice strumento, un gioco forse, per allenare l’occhio a percepire i colori, per allenare la mente ad inventare nuove forme!
L'obbiettivo di questa sezione altro non è se non il parlare dell'omosessualità e dei problemi che ancora oggi, in quello che viene considerato primo mondo, la comunità LGBT è costretta ad affrontare in termini di discriminazione quando non addirittura di violenza gratuita e immotivata.


TESTA O CROCE?
Nord o Sud? Scegliere o non scegliere? Informarsi o non informarsi? Sapere o sconoscere? Mafia o Antimafia?
Poche semplici domande per capire se si è interessati a questa rubrica, a questo libero spazio.

Alice Boum © www.Blogger.com changed Un Blog di Disobbedienza Creativa by http://aliceboum.blogspot.com